C’era una volta in una foresta incantata, al cui centro scorreva un limpido fiume, un ariete bruno all’apparenza affabile e gentile ma in realtà presuntuoso ed irascibile, a capo di tutti gli animali.
Insieme a lui c’era un galletto, più bullo che buffo, che voleva costruire un sentiero attraverso tutto il bosco, ma il saggio elefante che possedeva un piccolo ponte sul fiume non concesse il permesso al galletto perché il ponte era troppo stretto per un nuovo sentiero e sarebbe stato pericoloso.
Lo scaltro galletto decise di procedere comunque, costruendo un sentiero a metà, cioè solo fino alla proprietà dell’elefante.
Quando la volpe onesta del bosco vide quella strana creazione, chiese al galletto il perché non avesse continuato il sentiero sul ponte. Il galletto rispose che l’elefante non aveva ancora dato il permesso e che quindi si era in attesa.
Alla volpe tutto questo apparve molto strano e ciclicamente chiese informazioni che mai le vennero date. Ormai certa che ci fosse qualcosa di poco chiaro, la volpe dichiarò che probabilmente l’elefante a suo tempo aveva negato al galletto il consenso al sentiero e che il galletto aveva preferito mantenere nascosto tale dissenso agli altri animali del bosco, impedendo loro di fatto di opporsi alla costruzione del famigerato viottolo.
Il galletto ritenendosi offeso attaccò la volpe di fronte a tutti gli animali del bosco, lamentando di essere vittima innocente di calunnia e pretendendo con teatralità pubbliche scuse. Anche l’ariete bruno si schierò a favore del galletto, sottoponendo a pubblica gogna la povera volpe.
Qualche tempo dopo però la volpe tenace ottenne le prove scritte e formali di tutto quanto dapprima ipotizzato e poi rivelato agli animali del bosco, smascherando di fatto il bullo galletto che aveva mentito con cognizione.
Chiedendosi di quali altre sfacciate bugie potessero essere stati vittima negli anni, tutti gli animali del bosco persero la fiducia nel galletto e decisero di allontanarlo….
….to be continued

