Categoria: Videosorveglianza

Cocci aguzzi di bottiglia

Purtroppo non si tratta del celebre verso di Eugenio Montale, ma di ciò che i cittadini alpignanesi hanno trovato domenica mattina in piazza Caduti: frammenti taglienti di vetro ovunque, perfino nell’area giochi dei bambini.

La scena è l’ennesima dimostrazione di un problema che continua a ripetersi in piazza: schiamazzi, alcol, vandalismi.

I cocci di bottiglia sono stati prontamente rimossi da un residente che si è accorto della pericolosità della situazione.

Solleciteremo la Polizia Locale a esaminare le immagini registrate dalle telecamere e auspichiamo che i responsabili vengano individuati e sanzionati.

Recentemente i consiglieri Oliva e Albrile hanno verificato il funzionamento del sistema di videosorveglianza comunale. Gli impianti sono pienamente operativi e consentono di individuare con chiarezza chi sporca, danneggia o mette a rischio la sicurezza degli altri.

La piazza è un bene comune e deve essere rispettata. Rompere bottiglie in uno spazio pubblico non è un gesto innocuo: oltre alle sanzioni amministrative, considerata la pericolosità, può configurare un possibile reato penale.

Alpignano: la videosorveglianza arriva in città?

Leggendo l’articolo del Sindaco sul giornalino di Alpignano News, arrivato nelle nostre case in questi giorni, abbiamo piacevolmente appreso che il primo cittadino ha cambiato idea in merito all’installazione di telecamere sul territorio comunale. Ricordiamo che in campagna elettorale, ed in particolare durante il confronto fra tutti i candidati sindaci, Steven Giuseppe Palmieri si era espresso in maniera nettamente contraria all’installazione di telecamere sul nostro territorio.

Meglio tardi che mai!

Nello stesso articolo si parla di siti critici del territorio comunale identificati dall’amministrazione, sui quali “conviene investire” e per la scelta dei quali si chiede ai cittadini di esprimere una preferenza per “condividere insieme le priorità d’installazione”.

Saremmo tentati, noi di Obiettivo Alpignano in quanto cittadini, di esprimere le nostre priorità sugli undici siti identificati, ma riteniamo che per poter effettuare una scelta efficace e consapevole dovremmo poter disporre di informazioni precise  da analizzare, di dati oggettivi da studiare, per renderci conto di quali effettivamente potrebbero essere le zone più problematiche. Non solo: vorremmo anche valutare se esistano degli altri siti critici in merito.

Le telecamere, avendo una funzione di sicurezza per i cittadini e di tutela del patrimonio comunale, dovrebbero essere installate nei punti di maggior rischio per i cittadini e per i beni comunali.  Riteniamo quindi che la scelta dei siti debba essere frutto di un lavoro portato avanti da quelle figure professionali che entrano nel merito di queste questioni. Proponiamo quindi la formazione di una commissione comunale composta dal Sindaco, dai rappresentanti della Polizia Municipale e dei Carabinieri che, sulla base di rilevazioni dirette sul territorio, identifichino i punti di maggior rischio, coadiuvati dalle segnalazioni dei cittadini.

Ecco il vero contributo da chiedere ai cittadini: segnalare ciò che non va al fine di permettere a chi governa di effettuare le scelte dovute!

Siamo consapevoli che vi siano situazioni di difficile gestione in alcune aree della città e che quindi si debba intervenire urgentemente. Quello dell’installazione delle telecamere è sicuramente un passo importante ma non è ancora sufficiente. A nostro avviso occorrerebbe anche istituire un servizio di vigilanza in borghese ad opera della Polizia Municipale che possa agire in incognito per identificare chi commette atti vandalici, spaccio e altri reati. Di questo però non abbiamo notizie da parte dell’amministrazione comunale.

Ecco che ci viene un altro dubbio: a questa amministrazione stanno più a cuore la sicurezza dei cittadini e la tutela del patrimonio comunale o la necessità di ricercare consenso nella popolazione, coinvolgendola in una scelta (di cui difficilmente si avrà contezza!) che non dovrebbe ricadere sulla cittadinanza per competenza?

Per ora noi preferiamo chiamarla “operazione captatio benevolentiae”