Mese: Marzo 2026

Cara piscina quanto ci sei costata (CHIUSA)

Cari Alpignanesi, facciamo un po’ di conti insieme per capire quanto ci è costata ​la chiusura della piscina comunale dal 2020 ad oggi senza poter usufruire del servizio.

​Ecco il bilancio di questi 6 anni di chiusura:

​❌ Entrate da concessione: 0 € (una struttura pubblica regalata al degrado).

​❌ Servizio ai cittadini: Non pervenuto (nuotiamo nei comuni vicini, sempre a nostre spese).

​✅ Uscite fisse: le rate del mutuo pari a circa 250.000 € annui (cifra suscettibile di oscillazioni poiché il mutuo è variabile) che il Comune ha continuato e continuerà a pagare puntualmente fino al 31.12.2030 per la costruzione della struttura.

In pratica, stiamo pagando profumatamente per una vasca vuota e che versa in condizioni di abbandono da anni.💸💸💸

Senza considerare i circa 400.000 € necessari per il ripristino degli impianti. Una cifra che, per scelta politica dell’attuale amministrazione, sarà interamente anticipata dalla società sportiva che gestirà la piscina. In teoria sembrerebbe un costo a carico del privato; in pratica, però, non è così. La società beneficerà infatti di uno scomputo sul canone di gestione: per i primi anni non pagherà quanto avrebbe dovuto versare al Comune. Risultato? Una parte consistente di quei 400.000 € ricadrà comunque su di noi cittadini, perché verrà compensata con mancati introiti per le casse comunali.

La primavera si avvicina e speriamo che, come da promessa del sindaco Palmieri, la riapertura del centro natatorio non slitti ancora.

Nel frattempo, diamo il benvenuto alla società sportiva VO2 e rivolgiamo i nostri migliori auguri per questa importante e impegnativa ripartenza.

Oltre 3 milioni di euro per il nuovo Polo Emergenziale di Alpignano: era davvero necessario?

Il nuovo Polo Emergenziale di Alpignano è stato presentato come un investimento strategico: una struttura moderna destinata a ospitare realtà impegnate nella gestione delle emergenze, con l’obiettivo di migliorare i tempi di intervento e garantire una risposta più coordinata nelle situazioni critiche. Un progetto importante, che riguarda la sicurezza di tutti e che è stato finanziato interamente con fondi PNRR, per un importo superiore ai 3 milioni di euro.

Proprio perché ogni euro proviene dal PNRR, con scadenze e obblighi rigidissimi, è legittimo chiedersi se un’opera così costosa e definita “fondamentale” sia stata gestita con la priorità e la trasparenza che merita.

A pochi mesi dalla scadenza PNRR, i lavori sono ancora in corso

Il PNRR impone una scadenza inderogabile: 31 agosto 2026. Entro quella data l’opera deve essere completamente finita, collaudata e funzionante. Non sono previste proroghe, né margini di tolleranza.

Oggi, però, il cantiere risulta ancora aperto. E allora la domanda diventa inevitabile: se quest’opera era davvero così urgente e strategica, perché siamo così vicini alla scadenza con lavori ancora da completare?

Il rischio è concreto: ritardi nei lavori, nei collaudi o nella rendicontazione possono mettere in discussione il finanziamento, con la possibilità che il Comune debba coprire parte dei costi con risorse proprie.

Un nodo ancora più delicato: chi userà davvero la struttura?

Nelle prime presentazioni pubbliche del progetto, anni fa, si parlava di un polo destinato a ospitare Vigili del Fuoco volontari (membri del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco dipendenti dal Ministero dell’Interno tramite il Comando Provinciale), Protezione Civile, i e Croce Verde. Oggi, però, la situazione è diversa.

Nella documentazione attualmente disponibile sul sito del Comune:

  • la Croce Verde non è più citata,
  • non esistono convenzioni firmate,
  • non esistono protocolli operativi,
  • non esiste un regolamento d’uso,
  • non esiste un elenco ufficiale degli utilizzatori,
  • non esiste un piano di gestione economica.

In altre parole: non è chiaro chi entrerà nella struttura, con quali spazi, con quali responsabilità e con quali costi.

Per un’opera interamente finanziata dal PNRR, questa incertezza è un problema serio.

Bandi o convenzioni? Una scelta che non può essere improvvisata

Per assegnare spazi pubblici esistono solo due strade:

Bando pubblico, quando più soggetti potrebbero concorrere all’uso degli spazi.

Convenzione diretta, possibile solo con enti che svolgono funzioni di interesse pubblico riconosciute.

In entrambi i casi, gli atti devono essere pubblici, trasparenti e approvati dagli organi competenti. Non è possibile aprire una struttura pubblica senza documenti formali che regolano l’uso degli spazi.

Chi pagherà i costi di gestione?

Il Polo Emergenziale è una struttura complessa, con costi elevati:

  • energia elettrica,
  • riscaldamento e raffrescamento,
  • manutenzione ordinaria e straordinaria,
  • pulizie e vigilanza,
  • assicurazioni,
  • gestione degli spazi comuni.

Senza accordi chiari, il rischio è che:

  • tutto ricada sul Comune,
  • oppure che le associazioni si trovino costi insostenibili,
  • oppure che la struttura resti sotto-utilizzata o parzialmente vuota.

Un’opera da oltre 3 milioni di euro, finanziata interamente con fondi PNRR, non può permettersi questo tipo di incertezza.

Perché è giusto parlarne

Non si tratta di essere contro il progetto. Si tratta di garantire che un investimento così grande sia davvero un valore per Alpignano.

I cittadini hanno diritto a sapere:

  • a che punto è realmente il cantiere,
  • quali attività mancano per arrivare alla conclusione,
  • come si intende rispettare la scadenza europea,
  • quali enti utilizzeranno la struttura,
  • quali accordi sono stati presi,
  • chi pagherà i costi di gestione,
  • come verranno assegnati gli spazi.

Trasparenza e pianificazione non sono un dettaglio: sono un dovere verso la città.

La domanda rimane aperta

Un’opera da oltre 3 milioni di euro, finanziata al 100% con fondi PNRR, si valuta non solo per come viene costruita, ma per come verrà gestita nei prossimi 20 anni. E finché non esisteranno atti chiari, convenzioni, piani economici e un cronoprogramma pubblico, la domanda continuerà a essere legittima:

Era davvero necessario spendere oltre 3 milioni per il nuovo Polo Emergenziale? E soprattutto: stiamo gestendo quest’opera nel modo più responsabile possibile?